Aria di boom economico a AMB Iran 2017

L’Iran apre alle aziende europee dopo la revoca delle sanzioni. Ottime prospettive per le imprese italiane, che devono però guardarsi dalla concorrenza tedesca.

di Roberto Guccione

Gli iraniani hanno una sincera simpatia per l’Italia e gli italiani, apprezzano i nostri prodotti e i macchinari italiani, ma fanno più affari e mantengono relazioni commerciali ben più strette con i tedeschi. Non tanto per una presunta superiorità tecnologica del made in Germany, ma piuttosto per l’effetto dirompente che le imprese tedesche riescono a ottenere nei mercati esteri facendo sistema e applicando un efficace gioco di squadra che coinvolge associazioni industriali, iniziative politiche e azioni diplomatiche. Diventano pertanto ancor più importanti e significativi i successi ottenuti dalle PMI italiane, costrette a muoversi da sole o con il sostegno di associazioni di categoria che, come l’Ucimu, si sforzano di stimolare l’internazionalizzazione delle nostre imprese. Ma le risorse messe in campo non sono comparabili. E’ questa l’impressione a caldo percepita durante la seconda edizione di AMB Iran, la fiera dedicata alle macchine e ai sistemi per la lavorazione dei metalli che si è tenuta a Teheran dal 23 al 26 maggio scorsi. Organizzata dalla Fiera di Stoccarda insieme all’Associazione tedesca dei produttori di macchine utensili (VDW), la fiera ha confermato da un lato il bisogno di tecnologie moderne dell’Iran, che nonostante le sanzioni rimane il paese più industrializzato del Medio Oriente e l’unico con due importanti produttori di automobili e veicoli leggeri, ma anche il forte interesse dell’industria tedesca a partecipare allo sviluppo di questo mercato ad altissimo potenziale. Un interesse che nei padiglioni del nuovissimo e gigantesco complesso fieristico Shahr-e-Aftab, un progetto in divenire che occupa un’area di 138 ettari adiacente al Mausoleo dedicato all’Imam Khomeini, saltava agli occhi dei visitatori anche per il particolare allestimento unitario degli stand tedeschi. Gli 88 espositori tedeschi erano infatti raggruppati quasi tutti in nove grandi isole, situate in posizione strategica all’ingresso principale e caratterizzate dalla stessa immagine coordinata, con il colore bianco protagonista e lo slogan ‘Made in Germany’ con i colori della bandiera nazionale usato come elemento unificatore. Un impatto visivo di grande potenza che ha certamente colpito più di un visitatore.

Iran, locomotiva del Medio Oriente?

Una volta oltrepassata la ‘corazzata tedesca’ degli espositori d’oltralpe, tra gli stand emergeva la grande dinamicità del tessuto industriale iraniano, che con 42 espositori era il secondo paese per aziende presenti, seguito dall’Italia con 27 presenze. Ben diciotto di queste hanno partecipato con il sostegno logistico di Ucimu, presente in fiera per promuovere la partecipazione delle aziende iraniane alle principali fiere italiane del settore. I visitatori professionali, secondo i dati ufficiali diffusi dagli organizzatori, sono stati quasi 6.000, il triplo rispetto alla prima edizione del 2016, con una prevalenza di operatori del settore automotive e della meccanica in genere. Numeri che non sono confrontabili con i risultati delle grandi fiere europee dedicate alla meccanica, ma che sono invece significativi per il contesto iraniano, dove le sanzioni imposte nel 2006 da Usa e Unione Europea per contrastare il programma nucleare hanno fortemente penalizzato l’evoluzione e l’innovazione dell’intero comparto produttivo. Che tuttavia non si sono mai arrestate, soprattutto grazie al sostegno e agli scambi con Cina e India, contrarie alle sanzioni. Oggi l’Europa ha l’opportunità di tornare a pieno titolo tra i partner industriali e tecnologici dell’Iran. Il fatto che AMB 2017 sia stata aperta ufficialmente dal ministro per l’industria, l’industria mineraria e il commercio Mohammad Reza Nematzadeh, che per la prima volta ha inaugurato una fiera non statale, è un chiaro segnale di disponibilità da parte del Governo, soprattutto con la revoca progressiva delle sanzioni annunciata nel 2016 e lo sblocco dei fondi congelati all’estero frutto della vendita di gas e petrolio. Questo vale per le grandi aziende dell’automotive e dell’energia, che puntano a colmare il gap tecnologico puntando su macchine ad alte prestazioni e automazione spinta, ma anche per le numerosissime piccole e medie aziende, attive soprattutto nei comparti della meccanica, che vogliono rinnovare un parco macchine ormai datato. Ma si aprono anche grandi opportunità di investimento per le grandi imprese occidentali che potrebbero partecipare alla realizzazione del piano di infrastrutture che il Governo del presidente Hassan Rouhani, rieletto proprio pochi giorni prima dell’inaugurazione di AMB Iran, intende avviare immediatamente, in particolare strade, ferrovie e reti di telecomunicazione.

 

Il superamento delle sanzioni

In effetti, l’ottimismo e la speranza di un pieno ritorno iraniano nel sistema economico mondiale era il sentimento più diffuso percepito tra gli espositori di ogni nazionalità. Un sentimento parzialmente venato d’incertezza dopo le dichiarazioni di chiusura nei confronti dell’Iran rilasciate dal presidente americano Trump, che in contemporanea con la fiera iraniana effettuava il suo primo viaggio ufficiale all’estero toccando Arabia Saudita e Israele. “Il superamento dell’embargo e delle sanzioni sarebbe una soluzione win-win per tutti e non esistono motivi oggettivi per tornare indietro”, dice Koorosh Nadimi, general manager Marketing e Vendite dell’iraniana IHDM, la divisione macchine utensili e tools del conglomerato industriale SAPA Group. “I cittadini iraniani vogliono pace e sviluppo, basta girare per le strade di Tehran per rendersene conto. Il nostro gruppo è attivo in quasi tutti i comparti industriali, dall’energia alla produzione di componenti automotive, alla costruzione di macchine utensili e stampi. Abbiamo sempre perseguito una politica di alleanze e collaborazioni con le imprese europee, che si è molto limitata nell’ultimo decennio, e quelle italiane hanno un’ottima reputazione in Iran. Ora, se il Governo riuscirà a varare le riforme annunciate e le sanzioni saranno definitivamente archiviate, si aprirà un nuovo periodo di grande sviluppo”.

Le imprese italiane guardano al boom economico iraniano

Forse non succederà subito, ma certamente l’Iran è pronto per un nuovo boom economico e le imprese italiane, nonostante l’ingombrante presenza tedesca, potrebbero ritagliarsi fette importanti del mercato. Ma condizione perché ciò avvenga, oltre alla stabilità del quadro geopolitico internazionale, è anche l’avvio del pacchetto di riforme del governo Rouhani per modernizzare il sistema bancario e semplificare la burocrazia, in particolare per gli scambi con l’estero. Su questo punto concordano tutti gli operatori italiani che abbiamo incontrato in fiera, soprattutto quelli che hanno una lunga presenza in Iran. Rettificatrici Ghiringhelli, per esempio, vanta un parco macchine installato di oltre 40 rettifiche senza centri, alcune risalenti agli anni ’70 del secolo scorso e perfettamente funzionanti. La fiera, ci dicono allo stand, è stata l’occasione di riallacciare contatti diretti con tutti i clienti, alla ricerca di macchine più performanti in grado di garantire alta precisione e maggior produttività. L’intenzione è anche quella di entrare in contatto con nuovi clienti finali, in particolare dell’ampio indotto automotive. Ma per il momento si parla poco di nuovi ordini, anche per le difficoltà di un sistema bancario internazionale che penalizza il credito per le esportazioni verso l’Iran. Un’altra difficoltà per le aziende che esportano macchinari di ultima generazione, è quella dell’assistenza tecnica. Un tema questo che Giuliani (Gruppo Bucci), costruttore di macchine transfer di alta gamma, intende superare accordandosi con un partner locale “La scelta è caduta su Farazgaman Group, con il quale stiamo consolidando una patnership qui in fiera”, spiega Giovanni Banzola, senior sales manager di Giuliani. “E’ un gruppo industriale che non solo produce componentistica per l’automotive e il settore oil & gas, ma anche macchine utensili, accessori, stampi e matrici per stampaggio ed estrusione. Il gruppo controlla anche una società di rappresentanze commerciali e vendita di macchine utensili e accessori (mandrini, motori, controller) per conto di vari marchi europei, con una propria rete di assistenza tecnica ben distribuita nel paese. Questa partnership, se si consoliderà, ci permetterebbe di rivolgerci a quei clienti iraniani in grado di sostenere la produttività e i numeri delle nostre macchine transfer, ma ai quali è indispensabile garantire un’assistenza tecnica puntuale e tempestiva in loco”.

IMT Intermato, produttore di torni verticali automatici con diametro tornibile fino a 7000 millimetri, ha scelto di operare in Iran attraverso una società locale di rappresentanza esclusiva: “IMT ha oltre 150 clienti attivi in Iran”, spiega Khosyo Alipanahi, responsabile commerciale per l’Iran di IMT, “e considerata la complessità dei nostri torni è indispensabile una struttura locale al servizio del cliente. Dagli incontri avuti qui in fiera, questa presenza fissa è un valore aggiunto molto apprezzato dalle aziende interessate alle nostre macchine”.

La partecipazione ad AMB è stata per molte aziende l’occasione per affacciarsi al mercato iraniano e rendersi conto direttamente di opportunità e difficoltà. “E’ la prima volta che partecipiamo a una fiera in Iran e lo consideriamo un investimento a medio termine”, dice Paolo Bonfitto, area manager di Gasparini Spa, produttore di macchine profilatrici ad alte prestazioni per la lavorazione della lamiera. “L’Iran è uno sbocco ideale per i nostri impianti, ma è un mercato da avvicinare con serietà e preparazione. Siamo qui per conoscerne le dinamiche e prendere contatto con clienti e possibili partner locali”.

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