Nelle mani della tecnologia

Aerei teleguidati da terra e auto senza conducente, così cambieranno mobilità e vita.

A nessuno piace mettere il proprio destino nelle mani di un’altra persona. Figuriamoci di una macchina. Eppure il futuro a cui stiamo andando incontro è molto più vicino ai film di fantascienza di quanto possiamo pensare. L’obiettivo, d’altronde, è quello di ridurre al minimo gli errori umani affidando alla tecnologia una serie di azioni operative e di controllo che rendano più sicure molte attività della nostra vita quotidiana.

Da tempo accettiamo il fatto che gli aerei su cui viaggiamo sono totalmente gestiti da un computer di bordo, quello che viene chiamato “pilota automatico”, in grado di far decollare, volare e atterrare un velivolo automaticamente. E per questo non capiamo i motivi che attribuiscono a un “errore del pilota (umano)” alcuni degli incidenti più drammatici che hanno colpito l’aviazione nel corso degli ultimi anni.

Il futuro in questo campo, come possiamo intuire con l’invenzione dei droni, sarà l’impiego di aerei teleguidati da terra anche in ambito civile e non solo militare.

Sebbene l’elettronica sia entrata prepotentemente anche nel settore automobilistico, finora l’uomo (e in alcune manifestazioni sconsiderate il “super-uomo”) è sempre stato saldamente al comando del proprio mezzo, responsabile sia della propria vita sia di quella degli ospiti a bordo. Uomo e automobile, fin dalla nascita di quest’ultima, hanno instaurato un rapporto che va al di là della semplice questione tecnica. L’automobile rappresenta l’avventura, un piacere al limite della razionalità, l’oggetto della vita quotidiana per eccellenza. Eppure anche questo idillio potrebbe finire. In futuro, salire su un’auto potrebbe dare le stesse emozioni che salire in metropolitana. I grandi gruppi automobilistici, ma anche i giganti dell’hi-tech, si stanno sfidando a colpi di sensazionalistiche notizie sulle auto senza conducente. Un mercato tra i più interessanti per gli anni a venire a cui sta già puntando anche la Cina, paese in cui l’amore per la guida non ha alle spalle decine di anni di storia.

Nel settore manifatturiero l’automazione ha permesso già da tempo lo svolgimento di attività produttive su turni non presidiati, mentre il futuro porta il nome di Industria 4.0 che consentirà l’avvio di una produzione in un luogo semplicemente premendo un pulsante a distanza di migliaia di chilometri, magari su dati di processo inviati da un’altra macchina utensile installata in un altro posto ancora. Difficile immaginare cosa ci riserverà Industria 5.0 ma, in quanto essere umano, un po’ inizio a preoccuparmi.

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