Polonia, avanzano gli antieuropeisti

I risultati delle elezioni in Polonia spingono a una doverosa riflessione.

“Poi dice che uno si butta a destra…” avrebbe detto Totò. E così ha fatto la Polonia con le elezioni di ieri in cui, secondo gli exit poll, la destra nazionalista ha conquistato il potere  dopo che il partito Diritto e giustizia (Pis) ha ottenuto il 39% dei suffragi contro il 23 % della maggioranza uscente dei centristi di Piattaforma civica. Un risultato così netto che la sinistra non avrà nemmeno un deputato.

La disoccupazione, il problema dei migranti, la stagnazione dell’economia nell’area Euro stanno dunque spingendo in alto i partiti che vedono nella politica delle frontiere il modo per salvarsi, pensando che il vecchio modello di Europa costituita da nazioni indipendenti soprattutto sotto l’aspetto delle manovre monetarie rappresenti la panacea di tutti i mali. Un meccanismo di protezione a cui ricorrono gli strati sociali più esposti al violento cambiamento in atto ai quali si contrappone una classe  giovane e già ambientata in questo nuovo secolo, ma evidentemente non ancora in grado di trascinare il resto della popolazione ancorato al passato. 

L’Europa Unita rischia lo sfaldamento dunque? Fino a quando le potenze economiche che la compongono remeranno verso la medesima direzione, il rischio è scongiurato – perché di rischio si tratta – ma la Politica deve dare delle risposte chiare e tempestive alle problematiche che stanno minando il progetto europeo e che alimentano i dissapori dei cittadini anziché coinvolgerli su obiettivi di benessere comune.