Sfoglia L’Ammonitore n.5 giugno

Non tolga l’uomo ciò che la tecnologia permette

L’editoriale di Fabio Chiavieri

Sulle pagine de L’Ammonitore ci troviamo spesso a celebrare le meraviglie della tecnologia. Nel corso degli anni abbiamo assistito a profonde trasformazioni dei sistemi produttivi, il cui livello tecnologico ha seguito le esigenze di un’industria manifatturiera costretta a confrontarsi con una concorrenza via via sempre più globale. Parallelamente, gli addetti al funzionamento e al controllo dei processi all’interno degli stabilimenti, pur rimanendo figure centrali, hanno dovuto rivedere il loro modo di interagire con le macchine coinvolgendo, in tutto questo, non solo gli aspetti formativi ma anche quelli culturali. Al progresso tecnologico ha contribuito anche la necessità di far lavorare i lavoratori nella più totale sicurezza. Anche oggi, in epoca 4.0, o per meglio dire della digitalizzazione della produzione, il tema della sicurezza sul posto di lavoro, indipendentemente dalla maggiore sensibilità che si è creata attorno a esso, è di un’importanza fondamentale. Se è vero, infatti, che l’automazione industriale, intendendo sia quella meccanica (per esempio i robot di asservimento alle macchine) che elettrica (per esempio i sensori intelligenti), tiene più lontani i lavoratori dagli impianti durante le lavorazioni (fatto salvo che per i Robot collaborativi, ma qui occorrerebbe aprire un capitolo a parte), è anche vero che ha inevitabilmente abbassato il livello di attenzione del personale di fronte a possibili incidenti. Per questo motivo, macchine utensili, attrezzature, automazioni, sistemi di movimentazione ecc. sono tutti dotati di sofisticati dispositivi atti a garantire la massima sicurezza dell’operatore. La tecnologia odierna consente non solo di raggiungere qualità e produttività elevate bensì un livello di sicurezza ad assoluta garanzia della salute del lavoratore, questo fino a quando arriva il “personaggio” di turno che, per cupidigia o “leggerezza”, decide che di quel dispositivo di sicurezza, sia esso una saracinesca piuttosto che un freno, in quel momento si può fare a meno. Così, in un baleno, anni di lotte, dibattiti, di innovazioni tecnologiche, di fascicoli di direttive volano via come le vite dei poveri malcapitati.

 

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