L’industria che verrà

La stampa 3D sta conquistando fette di mercato sia come tecnologia complementare, sia come vero e proprio sistema produttivo.

Se già due anni fa si iniziava a parlare insistentemente di stampa 3D, la BIMU 2016 può dirsi davvero calata nella nuova era industriale che ci attende.  Uno scenario dove tutto è interconnesso, la produzione diventa “smart”, la personalizzazione di massa non è più un ambito in cui sanno muoversi solo le grandi aziende.

La necessità di produrre con tempi ciclo sempre più brevi spinge le aziende che forniscono tecnologie di produzione a proporre soluzioni – quindi non solo macchine – che rivedono il processo produttivo nella sua interezza, puntando all’eliminazione dei tempi morti improduttivi dovuti a set-up, riattrezzaggi, movimentazione del pezzo in lavorazione da una macchina a un’altra. Va da sé che meno movimentazioni il pezzo deve subire, concentrando in un’unica macchina più operazioni possibili, e più il ciclo di lavoro sarà breve e la precisione del pezzo ottenuto certamente maggiore.

Da qui la nascita, negli anni passati, di centri di lavoro multitasking, la cui evoluzione è ben lungi dall’essere terminata, che hanno abbinato grande versatilità alla massima produttività. Quest’ultima, legata ad alte velocità di taglio, ha portato allo sviluppo di controlli numerici sempre più sofisticati – perché come diceva quella pubblicità la potenza è nulla senza controllo – e capaci di gestire una gran quantità di dati provenienti dal CAM, dalla sensoristica della macchina e via dicendo.

Ma oggi, come accennato all’inizio di questo editoriale, la grande protagonista che ruberà un po’ la scena alle macchine utensili più tradizionali sarà la manifattura additiva.

Sebbene in molti casi sia ancora in fase sperimentale, la produzione tramite stampanti 3D, focalizzata per piccoli lotti o addirittura per singoli pezzi, sta trovando nei settori tradizionalmente più attenti alla qualità del manufatto, come l’Aerospace, i principali sostenitori. È noto, infatti, che gli aerei del futuro saranno composti da un numero sempre maggiori di componenti realizzati tramite l’AD (Additive Manufacturing). I motivi sono direttamente legati a quanto esposto prima. Un esempio su tutti: un tempo le palette dell’elica dietro la turbina venivano realizzate saldando 21 pezzi. Oggi, grazie alla Stampa 3D, si ottiene lo stesso risultato con un unico passaggio in macchina.