
La vera sfida di EXPO 2015, e speriamo anche in seguito, sarà coniugare tradizione con innovazione tecnologica
EXPO 2015 è ormai alle porte e con esso l’Italia sarà per sei mesi al centro dell’attenzione mondiale, per un tema fondamentale per il futuro del pianeta ma, allo stesso tempo, fortemente legato alla cultura del nostro Paese.
“Nutrire il pianeta, energia per la vita” è però un titolo talmente importante che suona quasi come monito alla popolazione che abita la Terra, perlomeno a una parte di essa quella più sviluppata e, consentitemi, sprecona.
Per tale motivo EXPO 2015 non può e non deve essere una sorta di cometa la cui scia illumina chi sta intorno giusto il tempo del suo passaggio. Cosa ci aspettiamo dunque da questo evento? Decisioni, protocolli, impegni reali affinché vengano poste le basi solide per un cambiamento radicale sul modo di “vivere” il nostro pianeta.
Così come un bravo figlio restituisce affetto e attenzioni ai genitori anziani, noi abitanti della Terra dobbiamo capire che essa è stremata e ci chiede aiuto.
Nel 2050 si calcola che la popolazione terrestre raggiungerà i 9 miliardi di abitanti, pertanto occorrerà sfamare in modo sano, con qualità, in quantità sufficiente e a un prezzo accessibile tutte queste persone, senza eccezioni. Perché ciò avvenga dobbiamo rivedere il modello globale di produzione e consumo coinvolgendo l’intera filiera agroalimentare.
Prendo in prestito le parole di Luigi Scordamaglia, Presidente di Federalimentare, intervenuto alla presentazione di “Fab Food – La fabbrica del gusto italiano”, la mostra dedicata all’alimentazione industriale sostenibile curata dal Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano, che Confindustria ospiterà durante i giorni di Expo 2015 nel Padiglione Italia: «L’Expo è una preziosa occasione per valorizzare in modo netto il contributo che le nostre imprese e i nostri prodotti possono dare al mondo».
Saper coniugare tradizione con innovazione tecnologica sarà, quindi, la vera sfida dei prossimi anni che comporterà una forte collaborazione tra istituzioni, scuole, università, imprese, ma anche consumatori e la distribuzione moderna, con la consapevolezza che l’obiettivo potrà essere raggiunto con il contributo determinante di chi mette a disposizione macchine e impianti di produzione, distribuzione e packaging tecnologicamente avanzati.
















