Salvagnini

La “casa” delle presse piegatrici

Salvagnini Robotica ha aperto le porte del moderno stabilimento di Brendola dedicato allo sviluppo e alla produzione di presse piegatrici B3 e di applicazioni robotizzate P-Robot. Obiettivo dell’evento consentire ai clienti di toccare con mano la filosofia produttiva dell’azienda basata sulla verticalizzazione delle competenze

di Fabio Chiavieri

Lo stabilimento di Salvagnini Robotica, divisione del Gruppo Salvagnini, è stato oggetto di un progetto di rigenerazione industriale culminato con l’inaugurazione ufficiale dell’azienda nel 2017. Con questa fabbrica, il principale obiettivo del Gruppo è stato quello di concentrare e potenziare le competenze relative alla presso piegatura: è qui che vengono progettate e prodotte tutte le presse piegatrici B3. Il nome Salvagnini Robotica riflette invece la necessità di sviluppare in questo sito produttivo i progetti di robotizzazione, che ha portato all’introduzione di P-Robot. Salvagnini Robotica si occupa anche di progetti speciali di robotizzazione. Lo stabilimento di Brendola, in provincia di Vicenza, supera i 4.000 metri quadrati ed era uno stabile dismesso che è stato acquistato, riqualificato e ampliato con un’estensione dedicata agli uffici. Tra produzione vera e propria e ufficio tecnico, Salvagnini Robotica occupa oggi circa 40 persone.

Questo evento è stato un’ottima occasione, per aziende e professionisti di settore, per visitare questo moderno stabilimento e visionare personalmente la cura dei dettagli che si cela dietro la produzione di questa importante realtà.

Con B3 Salvagnini propone un unico modello di pressa piegatrice altamente configurabile: si passa da modelli standard ad altri completamente automatizzati, sia nel setup degli utensili sia nella gestione degli utensili stessi all’interno delle fasi di piegatura, disponibili in numerose configurazioni che si distinguono per numero di assi, opzioni, tonnellaggi e dimensioni. All’interno dello stabilimento è sempre in funzione una P-Robot a testimoniare il layout compatto e la facilità di programmazione di questa soluzione robotizzata pensata per l’asservimento delle pannellatrici.   

La casa della pressa piegatrice

È così che ama definire Salvagnini Robotica il suo CEO Giulio Farina.

«Passeggiando nel nostro stabilimento – spiega – si può osservare la logica con cui lavoriamo, quindi la nostra strategia industriale basata sulla modularità. Qui a Brendola realizziamo presse piegatrici B3 e applicazioni robotizzate, che chiamiamo P-Robot. P-Robot è stata introdotta circa due anni fa e da allora il suo è un trend di crescita costante, anche quest’anno, nonostante il rallentamento generale del mercato italiano, che dovrebbe comunque riprendersi con gli incentivi legati a Industria 5.0. Il fatto che Salvagnini abbia sempre anticipato i tempi fa sì che anche per Industria 5.0, tra i cui temi cardine c’è la sostenibilità, non ci faremo trovare impreparati. Basti pensare che già nel 2023 abbiamo presentato Impacts, uno strumento che monitora i consumi energetici dei nostri impianti. La nostra filosofia produttiva, inoltre, è da tempo orientata verso presse piegatrici ibride che, per le taglie nella nostra gamma prodotto, garantiscono minor consumo energetico rispetto alle soluzioni idrauliche ed elettriche disponibili sul mercato

Automazione sì, ma commisurata alle esigenze

La logica di Salvagnini Robotica è quella proporre ai clienti soluzioni su misura, altamente customizzate, che rendano l’investimento commisurato alle loro reali esigenze produttive. Quella che viene definita dall’azienda una soluzione di automazione scalabile.

«I clienti – spiega Giulio Farina – sono affascinati dall’automazione, ma questa deve essere soprattutto utile. Per questo motivo, proponiamo diversi livelli di automazione focalizzando l’attenzione sull’esigenza del cliente. Il concetto di scalabilità non riguarda esclusivamente B3 e i suoi dispositivi di automazione, ma tutte le nostre macchine

La pressa piegatrice B3 di Salvagnini rappresenta un connubio avanzato tra soluzioni elettriche e idrauliche, integrate con competenze di automazione, software, meccanica ed elettronica. Disponibile in 17 modelli, da 2 a 6 metri e da 80 a 400 tonnellate, B3 garantisce alta produttività e flessibilità. In tema di automazione, Salvagnini offre 4 diversi dispositivi, tra cui ATA, ATA.L, MVM e AU-TO. 

ATA e ATA.L regolano automaticamente la lunghezza degli utensili inferiore e superiore, MVM varia automaticamente l’apertura della matrice, AU-TO allestisce in automatico gli utensili. Le soluzioni tecniche integrate, come Direct Drive e KERS, rispettano l’ambiente senza compromettere la produttività, mentre le tecnologie adattative come S-CROWNING, AMS e TFC2.0 ottimizzano l’efficienza del sistema. 

«L’automazione pensata per B3 semplifica la vita dell’operatore, per cui a macchine che a prima vista possono sembrare sofisticate e complesse risponde una grande facilità di impiego. Inoltre, quando un cliente acquista una pressa piegatrice B3, non compie un’azione isolata ma piuttosto un primo passo verso una più ampia integrazione con le altre tecnologie Salvagnini presenti in fabbrica. Questa integrazione avviene attraverso software proprietari che rendono l’intero processo produttivo più fluido, flessibile ed efficiente possibile, consentendo una comunicazione diretta e coordinata tra le varie fasi di produzione. E credo sia proprio questo il significato che vogliamo attribuire a questa open house: entrare nel mondo Salvagnini significa anche scegliere una filosofia, aziendale, produttiva, progettuale e applicativa

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