La trasformazione della produzione con i Big Data ed i Dark Data

Il termine “Big Data” è praticamente sulla bocca di tutti, in vari settori e campi applicativi.

Negli ultimi anni i Big Data sono stati utilizzati dalle grandi catene e dai principali rivenditori per monitorare e capire meglio i comportamenti e le abitudini di acquisto dei consumatori, dalle case farmaceutiche e dalle organizzazioni del settore sanitario per prevedere la diffusione di virus e patologie, e dalle autorità e forze dell’ordine per contrastare e prevenire il crimine.

Ora è il turno del manufacturing: i Big Data sono destinati a rivoluzionare anche questo settore con l’implementazione dell’Industry 4.0 e la creazione delle fabbriche del futuro.

 

I Big Data e la fabbrica del futuro

In concreto, i Big Data sono grandi quantità di dati di vario tipo, analizzabili ad altissima velocità. Per definirne le caratteristiche spesso si ricorre alle “tre V”: Volume, Velocità e Varietà. Le soluzioni basate sui Big Data oggi stanno diventando fattibili sul piano commerciale anche per aziende con budget limitati, grazie ad una combinazione di fattori: la drastica riduzione dei prezzi delle soluzioni di archiviazione digitale, la crescente tendenza ad integrare i sensori in tutti gli aspetti del processo di produzione, soluzioni di connettività digitale di livello avanzato che permettono di collegare i primi due aspetti, ed infine algoritmi software sofisticati che permettono di analizzare in profondità i dati acquisiti.

Nella fabbrica del futuro, i Big Data permetteranno di avere informazioni anticipate o in tempo reale in merito ad ogni singolo aspetto del processo di produzione. Verranno utilizzati per identificare i trend produttivi end-to-end a livello di singola linea di produzione, su più linee e su stabilimenti diversi. Inoltre, permetteranno di avere informazioni migliori su aspetti più localizzati, come l’efficienza di una data macchina o persino l’usura di un singolo utensile.

Dal punto di vista delle aziende, tutto ciò si traduce nell’eccezionale opportunità di prendere decisioni migliori per migliorare la produttività, ridurre gli sprechi, aumentare l’efficienza e, in ultima analisi, incrementare la redditività complessiva.

Ovviamente, la qualità dei dati grezzi è fondamentale per il successo dell’analisi dei Big Data, ed è qui che entrano in gioco i sensori, le telecamere e le altre tecnologie di acquisizione dati connesse che costituiscono l’Industrial Internet of Things (IIoT), sempre più diffuse negli ambienti produttivi moderni. Molti di questi sensori permetteranno di acquisire anche i cosiddetti “dark data” o dati sprecati – dati che finora non era possibile o economicamente fattibile acquisire.

Potendo ricevere ed analizzare in tempo reale flussi di dati provenienti da migliaia se non milioni di sensori di questo tipo nell’ambiente produttivo, le aziende avranno a disposizione informazioni nettamente migliori sulla produzione. Questo concetto della “lavorazione digitale” in pratica permetterà di sviluppare ed ottimizzare i processi di produzione, prevedere i guasti, richiedere interventi di manutenzione, reagire a cambiamenti improvvisi delle esigenze di produzione, il tutto in modo rapido e – sempre più frequentemente – in automatico. Per di più, questi vantaggi saranno possibili senza gravare sul personale interno, che fino ad ora è stato essenziale per la realizzazione della maggior parte dei miglioramenti produttivi di tipo incrementale.

Il ruolo del cloud

Per utilizzare i Big Data, non è detto che le aziende debbano necessariamente investire in nuovi componenti hardware per elaborare le informazioni acquisite. Molte aziende preferiscono sfruttare la flessibilità offerta dalle implementazioni cloud, che rappresentano le fondamenta dell’IIoT. Grazie a queste soluzioni non è più necessario acquistare e gestire attrezzature IT, ed è possibile monitorare le informazioni da qualsiasi luogo con qualsiasi dispositivo, utilizzando dashboard on-line sempre più potenti.

Detto ciò tuttavia, ci saranno sempre situazioni in cui non è consigliabile trasmettere dati di produzione importanti a sistemi localizzati all’esterno dell’azienda. La buona notizia è che con le nuove soluzioni basate sui Big Data – abbinate ai servizi di supporto offerti da aziende come Sandvik Coromant, che può aiutare le aziende a interpretare i dati fornendo una visione dell’intero processo di produzione – sarà ancora possibile sfruttare i vantaggi delle soluzioni basate sul cloud e delle dashboard on-line utilizzando le strutture interne delle aziende.

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