L’Ammonitore n.9 dicembre

Un pezzo di storia che se ne va

L’editoriale di Fabio Chiavieri 

Lo scorso 2 ottobre ci ha lasciato Giuseppe Tenaglia. Figura di spicco nella sua amata Varese, editore stimato nel campo della stampa tecnica specializzata, persona perbene, gioviale, nonché padre amorevole.

Di lui ho un ricordo vivido: appena misi piede nella redazione de L’Ammonitore, nel dicembre 2012, mi venne incontro con il suo sorriso rassicurante dicendomi “ben arrivato, sono sicuro farai un ottimo lavoro”.

In realtà, L’Ammonitore era passato da poco nelle mani del figlio Marco, la terza generazione alla direzione dello storico giornale, ma Giuseppe era costantemente presente come fanno tutti quei capitani d’impresa innamorati del proprio lavoro.

Con Giuseppe Tenaglia se ne va veramente un pezzo di storia dell’editoria tecnica, l’ultimo baluardo di una “generazione di fenomeni” che hanno raccontato il nostro paese attraverso l’evoluzione del suo tessuto imprenditoriale. Credeva nella comunicazione che valicasse i confini nazionali. È anche sotto la sua guida che L’Ammonitore, nei primi anni ’70, pubblicò speciali in cinese, cirillico, spagnolo, farsi e arabo, affrontando problemi logistici e burocratici che allora non erano di poco conto.

Il segreto, a quei tempi come oggi, stava tutto nella voglia di fare. Nulla poteva fermare quella generazione di imprenditori che vedeva davanti a sé orizzonti da conquistare, buttandosi in avventure con risvolti a volte comici come quando, mi raccontò lui personalmente, insieme ai suoi “amici” – oggi si direbbe team – fermò alla partenza un treno diretto ad Hannover scaraventando all’interno pacchi del giornale pronti da distribuire a una delle tante EMO.

Intervistato in occasione del 70° anniversario de L’Ammonitore, fondato dal padre Giacomo detto Mino, mi disse: “Alla guida del giornale ho vissuto momenti indimenticabili, osservando con gli occhi dell’editore, senza dimenticare le responsabilità dell’imprenditore, tutte le fasi più o meno belle della vita economica italiana e internazionale. Durante questo cammino, mi piace pensare di aver contributo alla crescita delle nostre aziende manifatturiere con uno spirito libero.”

 

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