Macchine utensili, nel 2026 attesa una ripresa debole

Dopo un 2025 fiacco, l’industria italiana delle macchine utensili, robot e automazione guarda al 2026 con segnali di moderato recupero. A sostenere il settore sarà soprattutto il mercato interno, anche grazie all’effetto dell’iperammortamento previsto dal nuovo Piano Transizione 5.0.

Il 2025 si è chiuso con una sostanziale tenuta della produzione, ma con un forte arretramento delle vendite all’estero. Secondo i dati presentati da UCIMU-Sistemi per Produrre in occasione dell’Assemblea dei soci di oggi 7 luglio, la produzione italiana di macchine utensili, robot e automazione si è attestata a 6.391 milioni di euro, in crescita dell’1% rispetto al 2024. Il risultato è stato però frenato dall’export, sceso del 12% a 3.760 milioni di euro, con il rapporto export su produzione calato al 58,8%.

È andata meglio sul mercato domestico, dove le consegne dei costruttori italiani sono tornate a crescere dopo due anni di flessione, raggiungendo 2.631 milioni di euro, pari al 28,1% in più rispetto all’anno precedente. A trainare la ripresa è stato il consumo interno, salito del 22,3% a 4.534 milioni di euro. Il fatturato complessivo del settore si è fermato a 9.330 milioni.

Per il 2026 il Centro Studi & Cultura di Impresa di UCIMU prevede una ripresa ancora prudente. La produzione dovrebbe raggiungere 6.640 milioni di euro, con un incremento del 3,9%. Le esportazioni resteranno quasi stabili a 3.785 milioni, in crescita dello 0,7%, mentre le consegne sul mercato interno sono attese a 2.855 milioni, con un aumento dell’8,5%. Il consumo italiano dovrebbe salire a 4.870 milioni, pari al 7,4% in più.

Riccardo Rosa, presidente di UCIMU, ha definito il 2025 «un anno complessivamente deludente» per i costruttori italiani, condizionato dal calo delle vendite all’estero e dal caos legato a Transizione 5.0. Il quadro internazionale resta complesso, tra instabilità geopolitica, debolezza europea, difficoltà dell’automotive e incertezza sui mercati extra Ue.

In questo scenario, il mercato italiano diventa ancora più importante. Secondo Rosa, la domanda domestica era rimasta in parte bloccata in attesa di maggiore chiarezza sugli incentivi. Con l’operatività della piattaforma GSE e la disponibilità dell’iperammortamento, UCIMU segnala ora un cambio di passo nell’atteggiamento delle imprese clienti. Al Tavolo della Meccanica del MIMIT è emerso che il 90% delle domande di prenotazione risorse inserite in piattaforma riguarda investimenti in macchine utensili.

Nonostante la fase difficile, l’Italia resta tra i protagonisti mondiali del settore: quinta per produzione e consumo, quarta per export. La sfida dei prossimi mesi sarà trasformare la ripresa del mercato interno in un vero rilancio degli investimenti, mentre digitale, automazione e intelligenza artificiale continuano a ridisegnare la competitività della manifattura.

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