
Crollano le borse, ma quali saranno gli effetti sull’economia reale?
Dopo la Grecia tocca alla Cina avere gli occhi del mondo puntati addosso. Ma il colosso asiatico sta creando ben altri grattacapi alle economie mondiali. In primo piano per ora il crollo delle borse ma qualcuno, giustamente, si pone la domanda su quali saranno a breve termine gli effetti sull’economia reale occidentale in particolare della zona euro già alle prese con una stagnazione definita “secolare” e che ora vede all’orizzonte lo spettro della deflazione.
Che la Cina prima o poi andasse incontro a problemi strutturali sviluppatisi all’interno di una crescita impressionante che durava ormai da troppi anni era risaputo. Forse sono stati sottovalutati gli effetti che questa frenata avrebbe causato. Il crollo delle borse è solo la punta dell’iceberg di giochi di alta finanza dietro ai quali si nascondono politiche monetarie, quelle cinesi, che fino a ora non sono riuscite a produrre alcun effetto. La crescita annua della Cina pare destinata nel giro dei prossimi 4-5 anni ad assestarsi intorno al 3% rispetto al 6-7% di oggi, e così anche il PIL mondiale dovrà essere rivisto al ribasso.
Da qui il timore del ritorno della deflazione in Europa che paralizzerebbe i consumi e gli investimenti. La Cina infatti nel 2014 aveva assorbito più della metà del minerale di ferro venduto nel mondo, metà dell’alluminio, del carbone, del nichel, del rame e dello zinco, il 40% del piombo, il 12% del petrolio e il 5% di gas naturale. E’ normale quindi che la Repubblica popolare detti il bello e cattivo tempo sui prezzi di queste materie prime decretandone il crollo in maniera proporzionata al rallentamento della propria economia.
C’è inoltre da domandarsi quale saranno gli effetti sull’export di molte economie europee tra cui quella italiana che avevano trovato nel mercato cinese una via di fuga dalla caduta dei consumi interni. A complicare ulteriormente la situazione dell’export ci pensa la rivalutazione dell’euro cresciuto del 6% in media sui paesi verso il quali esporta di più.














